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La villa del levriero
La villa del levriero

La villa del levriero

SENZA PIU’ IL LEVRIERO

Le edere rigerminanti salivano

pel vecchio muro scrostato

con un impeto di giovinezza;

si attorcigliavano alle

travi della tettoia come a tronchi vivi;

coprivano i mattoni

vermigli d’una tenda

di piccole foglie cuoiose,

lucide, simili a laminette di smalto;

assaltavano le tegole

allegre di nidi.

(Gabriele D’Annunzio)
L’ingresso dove manca la statua del levriero

Una casa nascosta tra gli alberi da troppo tempo, la famiglia che l’abitava non c’è più, sono rimaste le liti per l’eredità, le stanze vuote con l’edera che le avvolge dolcemente, le stoviglie impolverate in cucina, i libri sugli scaffali e i ricordi sospesi.

Questa villa dimenticata così in cima ad una collina e’ stata soprannominata del levriero da chi l’ha scoperta, ma quella statua in ceramica a grandezza naturale purtroppo non l’ho vista perchè qualcuno ha deciso che chi sarebbe venuto non doveva vederla.

Un dispetto per chi sarebbe entrato qui dopo di lui.

E’ successo anche a me La villa delle aragoste, chi è passato dopo per cattiveria ha distrutto l’oggetto che mi aveva ispirato il nome di quella villa abbandonata.

Peccato chissà perchè alcuni hanno così tanta possessività su cose che non sono nemmeno loro, chissà perchè nell’animo di certe persone c’è così tanta cattiveria…

L’ingresso della villa del levriero

Alcune delle mie esplorazioni sono fatte insieme al fotografo Samuele Silva, ecco la sua storia:

5 commenti

  1. Seguo il tuo lavoro da un po’, Lorena, e mi ha fatto riscoprire la passione per l’urbex: il tuo modo di raccontare sia attraverso le immagini che le parole va dritto al punto e riesce a rendere giustizia all’atmosfera di questi luoghi.
    Questa premessa per dire quanto mi si stringa il cuore a vedere come certa gente, invece, non percepisce nemmeno una frazione della bellezza che mostri e arriva a rubare la statua simbolo, e guardiano, di un luogo incantato. È uno dei prossimi nella mia lista di esplorazioni, e so già che entrerò con il cuore più pesante…

    Grazie per le tue storie e quello che fai, sempre

  2. Silvano

    Credo che Lorena abbia la capacità di “scrivere” con le immagini, cioè raccontare, non solo inquadrare e fissare un’ immagine. Una domenica, per caso, l’ho vista al lavoro, in un contesto tranquillo,non di case abbandonate e ho notato che ha una concentrazione particolare, come se in quel momento null’altro, se non il contesto, il suo obiettivo, la interessasse. Ho pensato che gli artisti sono così. A me succede un po’ quando scrivo ed entro in un flusso che mi porta altrove. Mi piacerebbe un giorno scrivere una storia o un racconto dopo aver visto una villa come questa. Infine, pur non capendoci molto, ritengo che anche tecnicamente le sue foto, sono assai belle

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