Chi accumula libri accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant’anni.
(Ugo Ojetti)

Una vita che brilla come fulmine,
un lampo nel cielo terso,
ma anche un’ombra che si allunga,
una disabilità che tace dietro il sorriso.
Passioni che ardevano come fiamme,
quadri, libri, collezioni di sogni custoditi,
mille stanze traboccanti di memorie,
di oggetti che parlano di un tempo che fu.
E intorno, le tettoie, coperte d’amianto,
rifugi fragili sotto cui si accatastano i giorni,
cianfrusaglie, ricordi, pezzi di vita sparsi,
come foglie secche portate dal vento.
Piango per quei libri bagnati dalla pioggia,
pagine che si disfano, storie che svaniscono,
per quei quadri dimenticati, occhi spenti,
per tutto ciò che accumuliamo e poi lasciamo andare.
È un canto di tristezza, una nostalgia che brucia,
per l’amore immenso che si perde nel tempo,
per le mani che non raccolgono più,
per i sogni che restano appesi al filo delle ore.
Eppure, in quel disordine, in quella rovina,
vive ancora l’eco di una vita passata,
un frammento di luce che resiste,
un ultimo respiro di Bellezza e dolore.

Questo luogo mia ha ricordato tanto quest’altra esplorazione: La storia dell’uomo che voleva custodire il mondo – Lorena Durante









































































































