L’hotel abbandonato delle carrozze
L’hotel abbandonato delle carrozze

L’hotel abbandonato delle carrozze

HOTEL VILLA C.

La parte migliore di casa mia è quando vado in un albergo 4 stelle.
(nonvedi, Twitter)

Il mercante che regalava tesori ai poveri

C’era una volta, nella città di Milano, un bambino di nome Ermenegildo, nato in una casa modesta ma colma di sogni. Fin da piccolo, non desiderava castelli né corone, ma voleva comprendere il mondo e aiutare chi aveva meno di lui. Cresciuto tra libri e preghiere in un seminario, un giorno decise che la sua strada non era quella dei santi, ma quella dei mercanti. Così, con poche monete in tasca e tanta voglia di fare, iniziò a lavorare in una bottega di vini e liquori.

Con il tempo, il giovane Ermenegildo divenne un abile commerciante. Comprava e vendeva con saggezza, e ogni affare lo faceva crescere. Aprì filande, costruì case, e il suo nome cominciò a circolare tra le vie di Milano come quello di un uomo capace di trasformare il lavoro in ricchezza. Ma Ermenegildo non era solo un mercante: era anche un patriota. Credeva in un’Italia libera e unita, e sosteneva i ribelli con discrezione, come un cavaliere senza armatura. Parlava con Mazzini, Cattaneo e Ferrari, sognando un regno dove tutti potessero vivere con dignità.

Quando il suo scrigno si riempì d’oro, non lo tenne per sé. Lo aprì e lo donò ai poveri, agli ospedali, ai bisognosi. “Il vero tesoro,” diceva, “è vedere un bambino sorridere, una madre curata, un vecchio che non ha freddo.” In suo onore, l’Ospedale Maggiore fece dipingere il suo ritratto, che ancora oggi si può ammirare nella Quadreria dei benefattori, come quello di un re buono che ha lasciato il suo regno ai più fragili.

Per ricordarlo, fu costruito un palazzo che portava il suo cognome nel centro di Milano, un edificio elegante e fiero, proprio come lui. Non era un castello, ma un simbolo di ciò che può nascere quando il cuore guida la mente. Il suo cuore, però, si innamorò di un luogo vicino al lago, dove acquistò una grande villa per rifugiarsi quando aveva bisogno di pace, passeggiando nel parco e riflettendo. Ermenegildo morì il giorno di Natale, come se il cielo avesse voluto accoglierlo in una festa. Molti luoghi a Milano lo ricordano ancora per le sue opere, ma la sua meravigliosa villa sul lago oggi giace abbandonata e depredata.

DAL WEB

Villa C. è una prestigiosa residenza, costruita nei primi anni del XIX sec. dauna famiglia nobile milanese. Nel 1821 questa villa venne acquistata da Ermenegildo C., un uomo ricco ma dalle idee liberali. Pur possedendo un bellissimo palazzo a Milano, nell’attuale corso Venezia, egli preferiva la casa del lago perchè immersa nel verde e nella tranquillità. Tra le caratteristiche di questa casa vi sono una torretta che è situata al confine della proprietà Medici, la cosiddetta “Casa delle Bambole”, un tempietto vicino all’ingresso dei giardini. Sul retro si estende un bellissimo ed ampio parco. Per arredare la villa Ermenegildo fece venire da Parigi il capostipite di una dinastia di ebanisti, la famiglia Leanselme, a cui affido tutto l’arredo di tutta la villa. Gran parte degli antichi arredi venne poi venduta con un’asta nel 1981 prima che la villa diventasse un grande albergo. L’albergo ha chiuso da anni e Villa C. oggi è purtoppo in balia dei vandali.

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