Il Bordello dei fumetti
Il Bordello dei fumetti

Il Bordello dei fumetti

LA VILLA DEL FUMETTISTA

Non smettere di sognare, solo chi sogna può volare.
(Le avventure di Peter Pan)

C’era una volta una casa dimenticata, nascosta tra le pieghe intricate e misteriose del tempo e le ombre sfocate e indistinte della memoria. Una casa antica e solitaria, in cui l’ultima persona che vi aveva abitato era così profondamente sola e isolata da aver riempito ogni angolo, ogni spazio disponibile della sua vita con le pagine lucide, colorate e patinate dei fumetti. Ovunque si potevano vedere pile e pile di giornalini, sparsi senza ordine, persino nascosti negli angoli più remoti degli armadi polverosi o stipati sotto i divani logori e consumati, dove si trovavano vere collezioni preziose di Tex, Dylan Dog e molte altre serie amate e custodite con cura…

Vorrei potervi raccontare che qualcuno si è preso cura di salvare tutti questi vecchi giornali e i preziosi ricordi conservati gelosamente in quelle stanze, ma purtroppo non è stato così. Questi materiali sono sparsi ovunque, nascosti tra fitte ragnatele e uno spesso strato di polvere; una parte è andata completamente in fumo a causa di un’incendio al secondo piano, mentre un’altra parte sicuramente è stata sicuramente sottratta o rubata nel corso di tutti questi anni di totale abbandono e trascuratezza…

Ma non solo i fumetti hanno attirato la nostra attenzione, ci hanno incuriosito anche i numeri che abbiamo visto all’ingresso e sulle stanze. I vicini ci hanno raccontato che forse quella casa era stata in passato un bordello, una di quelle case chiuse che prima del 1958 e della legge Merlin erano legali, ma questa è un’altra storia…

Ora, con queste fotografie, desidero solo raccontarvi una storia intensa e profonda di solitudine, una solitudine che qualcuno ha cercato di colmare con immagini accuratamente disegnate e farvi capire perchè questa esplorazione ci ha lasciato senza parole, con un nodo in gola e un senso di vuoto profondo dentro di noi. perchè qui, in questa villa, qualcuno è morto in completa solitudine, suonando tra le stanze vuote quel magnifico pianoforte a coda, ora totalmente dimenticato e abbandonato al tempo. È una storia composta da lunghi silenzi pesanti, da ricordi impressi su fogli ingialliti, da fumetti consumati dal tempo, e da note musicali sospese nell’aria, che sembrano ancora risuonare, quasi a voler raccontare qualcosa di non detto, in quelle stanze ormai vuote e abbandonate a un silenzio irreversibile.

Non vado mai da sola in questi luoghi, in questa esplorazione ero con Samuele, ecco le sue fotografie di questo luogo: Il bordello dei fumetti

Qui puoi leggere di un altro strano collezionista:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *