Oltre il cancello

Quando entrai per la prima volta in una prigione, ero studente in medicina. Lottavo contro il fascismo e fui incarcerato. Mi ricordo della situazione allucinante che mi trovai a vivere. Era l’ora in cui venivano portati fuori i buglioli dalle varie celle. Vi era un odore terribile, un odore di morte. Mi ricordo di aver avuto la sensazione di essere in una sala di anatomia dove si dissezionano i cadaveri. Quattro o cinque anni dopo la laurea, divenni direttore di un manicomio e, quando entrai là per la prima volta, sentii quella medesima sensazione. Non vi era l’odore di merda, ma vi era un odore simbolico di merda.

FRANCO BASAGLIA
IL MANICOMIO DI R.
Data di Costruzione: 1871
Superficie Totale: 162.890 mq.
Superficie Coperta: 33.387 mq.
Numero posti letto nel periodo di massima ricettività: 1.400
Tipologia di manicomio: Padiglioni distanziati

Un pesante cancello di ferro arrugginito e un lungo viale ci portano davanti al maestoso padiglione Chiarugi, intitolato ad un celebre psichiatra toscano, del Manicomio di Racconigi. La prima cosa che notiamo è la sua enorme ferita nella facciata causata da un crollo di alcune stanze un paio di anni fa chissà per quanto resisterà ancora in piedi questo gigante.

Nato come come Ospedale di carità e Opere pie e, successivamente, diventato un collegio militare, nel 1971 questo edificio, per la sua posizione centrale nella zona fu trasformato nel manicomio provinciale di Cuneo. Tre piani, due cortili interni e quasi diecimila metri quadrati di superficie coperta.

La struttura definitiva del manicomio fu ampliata con diversi padiglioni ; oltre al “Chiarugi”, uno per gli uomini e uno per le donne,si aggiunse il “Marro”, uomini tranquilli, il “Tamburini”, donne tranquille, il “Morselli”, in questo reparto erano presenti le celle di contenzione ed era destinato per le persone definite “acute”, una colonia agricola da usare per l’ergoterapia, un laboratorio di ricerche cliniche, uno di anatomia patologica, uno di radiologia, uno di elettroterapia e una sala operatoria per gli interventi al sistema nervoso.

Ma non fu soltando un luogo di internamento ma un centro studi di neurochirurgia con una sala operatoria interna. Fra infermieri, medici, impiegati e addetti alla manutenzione ci lavoravano 500 persone.


Il manicomio di Racconigi chiuse nel 1981.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.