Ogni notte Penelope tesse le stelle cucendole nel cielo, e poi si addormenta sul fare del giorno.
Il sole allora le disfa.
(Fabrizio Caramagna)

In un piccolo e incantevole paesino situato tra le maestose montagne dell’Atlante in Marocco, abbiamo avuto la straordinaria fortuna di poter osservare da molto vicino l’antica e affascinante tradizione dei tappeti berberi all’interno di un modesto laboratorio artigianale ricavato in una semplice casa locale. Due donne, accompagnate dai loro bimbi sorridenti e gioiosi, erano impegnate nel paziente lavoro di lavorazione della lana ottenuta dalla tosatura delle pecore della zona. La lana, di un bianco avorio naturale e morbido al tatto, veniva sapientemente colorata con tinte create utilizzando esclusivamente piante e pigmenti locali, come l’hennè utilizzato per ottenere sfumature di rosso e arancione, l’indaco per il blu intenso, oltre a ingredienti naturali come fico, zafferano, melograno e tè.
I tappeti marocchini si distinguono nettamente per i loro colori vivaci e accesi e per i disegni liberi e spontanei, creati senza schemi rigidi o predefiniti dalle donne berbere, caratteristica che rende ogni singolo pezzo assolutamente unico e irripetibile. Spesso si possono ammirare motivi geometrici, ma anche design astratti, irregolari e fantasiosi che riflettono profondamente la cultura, le tradizioni e la vita quotidiana della regione montana.
Questi tappeti custodiscono in ogni casa l’anima di una tradizione millenaria, un’eredità preziosa tramandata di madre in figlia. Ogni pezzo nasce unico e irripetibile e chi ha la fortuna di possederne uno non ha solo un pezzo di arredamento ma un pezzo di vita marocchina e di tradizione.


La nostra escursione è stata fatta da una preparatissima guida italiana che vive da tempo in Marocco, per contattarla: Marocco in Vista | Escursioni e Trasferimenti in Marocco per Italiani

















