Una piccola perla nascosta in Val Pennavaire

Alto è un paese che sembra appoggiato sul crinale come una sentinella antica: guarda la Val Pennavaire dall’alto, con i suoi vicoli in pietra che si arrampicano verso il Castello dei Conti Cepollini, custode silenzioso di mille storie. Intorno, le montagne respirano lente, attraversate da sentieri dove compaiono le caselle in pietra a secco, piccole tane di pastori e viandanti, come impronte di un tempo che non ha fretta.
È un borgo che sorprende: invece di svuotarsi, si è riempito di nuove famiglie, di bambini che ridanno voce alle strade. Dal 2008 gli abitanti sono passati da 108 a 150 con una ventina di bambini che corrono per le stradine del paesino.
E nei fine settimana arrivano camminatori, ciclisti, arrampicatori, attratti da questa valle che unisce Piemonte e Liguria come un ponte naturale.
Alto è così: un luogo piccolo, ma con un’anima grande, che vive di tradizioni, silenzi, e di quella bellezza semplice che si scopre solo quando ci si ferma davvero a guardare.




Alto è anche un luogo della memoria: qui soggiornò, nella fase finale della sua breve vita, in questi casolari, posti a 1161 mt., località Fontane , Felice Cascione, medico e autore del celebre canto Fischia il vento, divenuto simbolo della Resistenza.
Le montagne che circondano il borgo sono attraversate da antichi sentieri e percorsi escursionistici, ideali per chi cerca natura, silenzio e autenticità.

Per avere qualche informazione in più: Felice Cascione | ANPI Leca


Ci sono arrivata per caso, mi sono fermata per una caffe e una bicchiere del amaro basanotto (da provareBasanotto: Liquore Tipico Ligure con Basilico DOP ) e grazie al proprietario della Osteria del castello che è stato gentilissimo abbiamo scoperto e visto un luogo unico: scorrete le foto per scoprire di cosa si tratta!

ecco il sentiero che scende verso il fiume…



Il ponte romano di Alto appare all’improvviso, nascosto tra le pieghe del bosco, come se la valle lo custodisse da secoli. È un arco di pietra che non chiede nulla, ma racconta tutto: il passo lento dei viandanti, l’eco degli animali al pascolo, l’acqua del Pennavaire che scorre sotto di lui come un respiro antico.
Camminandoci sopra sembra di entrare in un tempo sospeso, dove ogni pietra è una parola e ogni muschio una memoria. Il torrente brilla tra le rocce, e il ponte lo attraversa con la grazia semplice delle cose fatte per durare, senza clamore.
È un luogo che non si visita: si incontra. E quando lo si lascia alle spalle, resta addosso la sensazione di aver attraversato non solo un fiume, ma una storia che continua a scorrere, silenziosa e viva, come l’acqua che gli passa sotto.

Il “ponte romano” di Alto è in realtà un ponte medievale in pietra, perfettamente conservato, che permette di attraversare il torrente Pennavaire lungo il sentiero tra Alto e Caprauna


Da imperiese mi permetto di correggere il suo testo.
Felice Cascione nacque a Porto Maurizio, Imperia, il 2 maggio 1918.
Morì ad Alto, ma Felice Cascione, ero della resistenza, era Imperiese e Ligure.
mi scuso dell’errore, corro a correggere ! Grazie