La pittura è la più permissiva e comoda di tutte le arti. La più permissiva poiché, a causa della materia e dell’oggetto, le si abbonano molte cose e si gode di essa anche là dove essa è solo mestiere o arriva appena all’arte: in parte perché un’esecuzione tecnica anche priva di ispirazione mette in ammirazione la persona colta come l’incolta, sicché essa non deve, dunque, far altro che salire di un pochino verso l’arte per rendersi in più alto grado beneaccetta. La verità nei colori, nelle superfici, nei rapporti degli oggetti visibili tra loro fa già piacere, e giacché l’occhio è comunque abituato a vedere tutto, una figura deforme e quindi un’immagine deforme non lo offende tanto quanto una stonatura l’orecchio. Si accettano le raffigurazioni più brutte perché si è abituati a vedere oggetti ancora più brutti. Il pittore deve dunque essere solo un tantino artista per trovare un pubblico già più grande di un musicista che stia al medesimo livello; almeno il pittore non grande può sempre operare da solo, mentre il musicista non grande deve associarsi ad altri per produrre un qualche effetto grazie a un lavoro di gruppo.
Johann Wolfgang Goethe, Massime e riflessioni, 1833 (postumo)











Leggi anche di questo luogo:
