Il Castello tra le nebbie

Esistono nelle città, nei paesi, nelle campagne, “rovine semplici”…Cascine abbandonate, un muro senza aperture, uno spiazzo solitario con una fabbrica dismessa, una vecchia ciminiera diroccata, una strada che non finisce, chiese, mausolei, tumuli lasciati al loro destino, attraversati dal tempo.

Luoghi che apparentemente non dicono nulla di più della loro solitudine e del loro abbandono e in cui il motivo delle loro condizioni non si legge più tra le pieghe dell’architettura.

Le ferite, se mai ci sono state, non mostrano la loro origine. Troviamo queste rovine dappertutto nel mondo, sparse tra le nuove costruzioni, o isolate e lontane. Quello che colpisce è la tranquillità, la pacatezza.

Non servono più a nulla, non possono essere sfruttate, manipolate.

Possono solo essere cancellate da una ruspa.

Questa fragilità è la loro forza. Ci affascinano perché ci somigliano. Somigliano al nostro essere caduchi, alla nostra mortalità, alla sete dei nostri attimi di felicità.“

Roberto Peregalli

Una massiccia costruzione che sembra più un grosso casolare che un castello, i 4 angoli hanno un basamento che dà l’idea che forse prima fossero turriti. Alcuni merli ghibellini, decorazioni barocche ricordano i vari restauri e cambiamenti che ha subito negli anni questo maniero antichissimo costruito a bordo del paese come struttura difensiva.

Non scrivo notizie dettagliate di questo luogo perchè non voglio che sia riconoscibile da nessuno visto la quantità di ricordi che conserva.

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