La villa dell’architetto

Non ci è dato di scegliere la cornice del nostro destino,

ma ciò che vi mettiamo dentro è nostro.

(Dag Hammarskjöld)

Erano gli inizia del 18000 il piccolo Lorenzo orfano di padre era stato mandato a casa di uno zio prete a studiare ed era ormai designato alla carriera ecclesiastica. Nello stesso seminario infatti tre dei suoi cinque fratelli maturarono una vocazione sacerdotale, e l’unica sorella divenne in seguito monaca. Ma lui si appassionò agli studi tecnici e sfuggi al suo destino per indirizzarsi agli studi di ingegneria ed architettura.
Vinse una borsa di studio e si recò nel 1811 a Firenze per studiare e dedicarsi a quella che era la sua vera passione, qui conobbe il Canova che influenzò le sue opere future.
Visitò Vicenza e Venezia per studiare le opere di Palladio e dal 1812 si stabilì a Roma.
Dopo questa intensa formazione neoclassica Maria Luisa di Borbone lo richiamò a Lucca, nel 1818, nominandolo Regio Architetto di Corte e affidandogli il complesso compito di dirigere la ristrutturazione degli interni del Palazzo Ducale.
Nottolini si occupò personalmente di ogni particolare, compresa la progettazione degli stucchi, delle decorazioni, degli accessori, e di alcuni mobili per la nuova reggia.

Per circa trent’anni fu il principale architetto del Ducato di Lucca , realizzando numerosi lavori e rilevando e studiando capillarmente i problemi idraulici, maturando una notevole esperienza sul campo.
Fra il 1822 ed il 1834 fu impegnato nella costruzione dell’acquedotto di Guamo e in quel periodo costruì anche queste villa ormai abbandonata e nascosta tra le colline toscane.
Nel 1827 si dedicò al nuovo Convento dell’Angelo a Vinchiana.
Nel 1834 completò la parte occidentale del cortile Carrara con la Palazzina per ospitare uffici e ambienti di servizio.
Dal 1837 al 1843 eseguiva il Casino di Caccia di Carlo Lodovico a Pieve Santo Stefano. Oltre alla committenza ducale Nottolini si occupò di tutte le principali opere pubbliche del Ducato: strade, ponti, corsi d’acqua, lavori di urbanistica e di bonifica, ferrovia.
Nel 1839 fu inviato a Londra a studiare i ponti sospesi e nel 1844 mise immediatamente in pratica quello che aveva visto nel Ponte delle Catene a Fornoli (Bagni di Lucca), terminato solo dopo la sua morte nel 1860.

Questa villa viene soprannominata nel mondo Urbex la villa dell’architetto proprio perchè su una lapide all’ingresso viene ricordato il suo costruttore, Lorenzo Nottolini di cui ho raccontato la storia.

Secondo quanto scritto nel 1963 fu restaurata nuovamente ma poi purtroppo venne abbandonata., con ancora appesi nella dependance gli addobbi del Natale appena trascorso dagli ultimi proprietari.

Una delle ville costruite dell’architetto recuperata e tornata a risplendere:

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