Facciamo un tuffo?

LA PISCINA ABBANDONATA

Piperita Patty: Gli anni sono come piscine, Ciccio… Saltiamo dentro da una parte e poi annaspiamo finché non arriviamo dalla parte opposta. Come è stato il tuo anno, Ciccio?

Charlie Brown: Qualcuno ha fatto uscire tutta l’acqua!

(Charles M. Schulz, Peanuts)

Contro ogni apparenza, i luoghi abbandonati non muoiono mai. Si solidificano nella dimensione della memoria di coloro che vi abitavano, fino a costituire un irriducibile elemento di identità. Vivono di una loro fisicità, di una loro corposa e materiale consistenza. Si alimentano di uno spessore doppio e riflesso. Pretendono non la fissità, ma al contrario il movimento, il percorso fisico e mentale di una loro continua riconquista.

Questi luoghi, si pensa in genere, non hanno senso: non hanno più senso, se mai ne hanno avuto uno. E invece, c’è un senso in questi luoghi. Un senso per sentirli. Un senso per capirli. Un senso per percorrerli, che è quello doppio del partire e del tornare. 

(Vito Teti – Il senso dei luoghi)

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