La villa dello scienziato

SCATTI DEL GENNAIO 2019

Lo scienziato non è l’uomo che fornisce le vere risposte; è quello che pone le vere domande.

(Claude Lévi-Strauss)

Una lunga salita in mezzo ad un viale alberato ti porta fino in cima ad una piccola collinetta dove un’imponente villa domina il paese sottostante, un luogo pieno di storia dove ha vissuto una famiglia ebrea che fu una parte attiva della storia italiana con le sue azioni e scoperte.

Isacco il primo proprietario di questa villa contribuì all’unità d’Italia, insieme a Camillo Benso conte di Cavour, fu ambasciatore e ministro per le trattative della Pace di Vienna del 1866, ed evitò l’ingresso di Francesco Giuseppe su Roma, rivelandosi il vero artefice della “Breccia su Roma”.

Il figlio Alessandro, il più noto di tutta la famiglia, dopo il diploma nel 1889 alla Scuola di Applicazione per Ingegneri di Torino e nel 1896 al diploma di perfezionamento in elettrotecnica al politecnico di Torino, sotto la guida di Galileo Ferraris, fu come assistente di quest’ultimo e si dedico quasi esclusivamente alle radiotrasmissioni. Sono fondamentali specialmente i suoi studî sopra la dirigibilità delle onde elettriche, che egli realizzò per primo fino dal 1903 per mezzo di aerei a circuito chiuso. Una delle principali applicazioni, brevettata da Alessandro A. nel marzo 1907, è il così detto radiogoniometro. Questo strumento realizzato solo dopo la sua morte, grazie all’uso di antenne direzionali, assicurava la relativa segretezza delle comunicazioni costiere e navali, dando alla marina militare durante la Prima Guerra Mondiale, la possibilità di individuare la posizione delle navi in caso di nebbia e di controllare l’invasione nemica in mare contribuendo alla difesa radiotelegrafica nell’Adriatico.

Proprio quelle antenne radio direzionali inventate da lui sono oggi alla base dei sistemi di telecomunicazione radiofonica e televisiva, di navigazione marittima, aerea e spaziale, di radioastronomia e radarastronomia.

Entrare quindi in questa villa è come immergersi in diversi capitoli della storia di’Italia, perchè tra queste stanze passarono anche degli ospiti illustri come Rita Levi Montalcini e il pittore Giuseppe Manzone.

Tra queste mura ho respirato profumo di creatività, ingegno, passione per la propria terra e ho provato tristezza a vedere come tutto giaceva immobile e abbandonato.

AGGIORNAMENTO 2021: Attualmente la villa è stata spogliata di tutti i pezzi di arredo rimasti ed è in vendita.

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