La chiesetta del castello

Alcuni luoghi parlano con voce distinta.

Certi giardini stillanti reclamano a tutti i costi un delitto;

certe vecchie case esigono di essere popolate da fantasmi;

certe coste sono messe da parte per i naufraghi.

Sembrano ancora in attesa della leggenda giusta.

Robert Louis Stevenson

La chiesetta del castello del Drosso è così inaspettatamente bella che ho deciso di dedicare una pagina solamente a lei.

Ecco gli scatti di questa piccola meraviglia:

DAL WEB:

Il Castello del Drosso si presenta immerso nel verde, in uno stato di quasi totale abbandono e degrado. L’edificio mostra esternamente le caratteristiche di una fortificazione medievale: un’imponente e solida struttura in laterizio a corte chiusa, con due torri medievali a nord.
All’angolo sud-est si erge un campanile appartenente a quella che un tempo era la cappella a uso delpersonale di servizio del Castello.

Un interessante punto di vista per approfondire la conoscenza del Drosso è quello offertoci dal Baruffi nelle sue Passeggiate nei dintorni di Torino del 1861. Presso il castello il Baruffi trova la «cordiale accoglienza della gentilissima famiglia Gromis di Trana» una delle «buone famiglie patrizie, le quali vivono tranquille e liete una gran parte dell’anno nelle loro terre, beneficandone con ogni maniera di mezzo gli abitanti, coll’esempio delle più belle virtù domestiche, i miglioramenti agricoli, coll’introdurre nuove piante e coll’acclimarvi utili animali». La giovanecoppia che accoglie lo scrittore è composta dal Conte Emilio e di Teresa Faussone di Germagnano.
Il castello è quindi descritto come luogo ameno e tranquillo, lontano dalla città, adorno di diverse specie floreali e dotato di un clima fresco. Il Baruffi ricorda la vista panoramica scorta dalle terrazze e dalla torre (si riferisce con ogni probabilità al campanile), dalle quali si apre la vista del Sangone immerso in una selva di piante

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