Spazio aereo Piaggio

Fu un volo di 12 secondi, incerto, ondeggiante e traballante… ma fu finalmente un vero volo e non una semplice planata.

Orville Wright, riferendosi al suo primo volo del 17 dicembre 1903

Doveva essere una tranquillo pomeriggio al mare, passeggiata nelle stradine del budello ligure, due passi sulla spiaggia a fine estate per toccare l’acqua e cena.

Ma chi mi conosce sa che non sono in grado di resistere davanti ad un rudere abbandonato e tolti i tacchi un giro intorno ad una vecchia fabbrica abbandonata è stato d’obbligo.D’altronde parliamo di una delle fabbriche storiche dell’Italia: la Piaggio e dello stabilimento in disuso a Finalmarina del ramo Aero Industries del gruppo.

Sul finire del secolo XIX il paese di Finalmarina attraversava una crisi economica di particolare gravità. La costruzione della linea ferroviaria, avvenuta intorno al 1870, aveva inferto un duro colpo all’ industria della navigazione di piccolo cabotaggio che rappresentava la principale fonte di reddito; da parecchi anni la pesca si svolgeva in condizioni difficili e modesta era anche l’agricoltura a causa della ristrettezza dei fondi coltivabili. Da tale stato di cose derivò, inevitabilmente, un forte movimento migratorio verso la vicina Francia.

Il 10 Gennaio 1900 lìAmministrazione Comunale non poté non farsi carico della grave situazione, s’impegnò con decisione e risolutezza per la rinascita del paese ed intravide la possibilità di un risveglio economico nell’impianto in zona di uno stabilimento industriale. Non fu fissata la natura dell’ industria che avrebbe dovuto sorgere: era sufficiente che non producesse inquinamento, che non fosse nociva alla pubblica igiene e che assicurasse un lavoro costante ad un minimo di 150 operai e venne deliberato anche un premio non superiore a Lire 150.000 (cifra ragguardevole per il tempo) a favore della società che avesse avviato un’importante fabbrica sul territorio.

Passarono ben sei anni e finalmente il 30 LUGLIO 1906, davanti al notaio finalese Raimondo Anfossi, avvenne la regolare stipulazione del contratto per l’impianto industriale in Finalmarina tra l’attuale Sindaco Nicolò Saccone e la Società Officine di Finalmarina dal suo Presidente Rinaldo Piaggio. Le Officine di Finalmarina iniziarono a funzionare e a lavorare regolarmente il 22 Luglio 1907 con circa una settantina di operai.

L’azienda ebbe al suo attivo una ventina di primati conquistati con gli aeromobili di sua produzione negli 20/30 : da ricordare il Piaggio P.108  , unico bombardiere quadrimotore ad essere impiegato dalla Regia Aeronautica  durante la seconda guerra mondiale Inoltre sono i tecnici della Piaggio, per volere di Enrico Piaggio , figlio di Rinaldo, e guidati dall’ingegnere Corradino d’Ascanio , che progettano il DAT3, il primo elicottero della storia effettivamente manovrato dall’uomo e con eliche montate su giunto cardanico. 

Nel secondo semestre del 1917 la Officine di Finalmarina finì in liquidazione. Divenne successivamente «Piaggio e Comp.» allargando la propria produzione al settore aeronautico. E’ infatti per gli aerei che la Piaggio è conosciuta in tutto il mondo e quasi tutti i modelli sono stati progettati nello stabilimento finalese. Dagli Anni ‘20 sino agli Anni ‘60 l’industria finalese ebbe rapporti strettissimi con l’aeroporto di Villanova d’Albenga al punto che molti aerei furono assemblati sulla pista aeroportuale. L’industria aeronautica non ha sempre avuto momenti di grande produzione, ma la crisi che viene ricordata come la peggiore, oltre a quelle del 1936 e del 1950, è quella che andò dal 1994 al 1998, quando la Piaggio finì in amministrazione controllata sfiorando il fallimento.

La nuova proprietà, con il presidente Piero Ferrari riuscì nell’impresa di rilancio internazionale, anche attraverso l’acquisizione di importanti commesse per motori e per il P 180. Ora la Piaggio è a Villanova d’Albenga, non è più italiana, gli stabilimenti di finale ligure sono stati dismessi e tra difficoltà e polemiche va avanti. Nella speranza che il rilancio avvenga presto.

C’è un progetto per il recupero dell’area con l’abbattimento di quasi tutti i capannoni della fabbrica che porterà alla realizzazione di 250 metri di Aurelia pedonalizzata e riqualificata, 650 metri di nuovo waterfront sul Pora e 500 metri sul mare e 5.000 mq di parco litoraneo. Speriamo che venga portato avanti

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