La villa dei fantasmi

L’uomo inventa delle leggende per farsi paura

e delle religioni per rassicurarsi.

Anonimo

Un villa magnifica, maestosa si erge in mezzo ad un bosco e ai rovi in stato di abbandono tra le colline moreniche del canavese.

Una struttura immensa: 21 camere da letto, 10 bagni, biblioteca, cappella privata, una scalinata di marmo che lascia senza fiato in stile architettonico secondo impero che richiama la Francia, più volte sono state tentate delle ristrutturazioni, ma nulla è mai andato a buon fine e i lavori sembrano essere fermi da parecchio.

La villa venne eretta come elegante residenza estiva da un famoso marchese agli inizi del 1900. Venne abitata fino al 1995, quando in seguito alla morte dell’ultima discendente, la contessa Bianca, la residenza venne messa sul mercato più volte, cambiando altrettanti proprietari.

Ma su questa splendida villa si raccontano strane leggende.

Lamenti strazianti, flebili melodie di pianoforte e ombre lungo i corridoi deserti. C’è chi sostiene, e sono in molti, che tra le mura in rovina di villa Pallavicino, l’imponente edificio abbandonato che dall’alto del promontorio domina Salerano, si aggirino presenze soprannaturali a causa di una storia terribile .

Si narra che sarebbe ancora oggi la triste dimora dell’anima inquieta di una bimba schizofrenica, la cui morte pare avvolta nel mistero ma che pare sia stata uccisa dalla madre nella stanza dalle pareti azzurre al secondo piano.

Dicerie che, passando di bocca in bocca, si arricchiscono di nuovi inquietanti particolari. Chi, per curiosità, si è introdotto di soppiatto nella villa giura che sia tutto vero.

Una persona molto vicina alla contessa Bianca affermò anni fa che la stanza azzurra al secondo piano era la camera di un barone cugino dei conti e che i bambini dormivano all’ultimo piano, nell’ala est. Anche un’altra leggenda sulla premonizione della fine della famiglia alla quarta generazione sembra priva di fondamenti storici perché le date non coincidono.

Certo per saperne un po’ di più su tutte queste vicende e sulla reale esistenza della bambina bisognerebbe consultare l’albo genealogico e la documentazione storica relativa alla famiglia,peccato che venga conservata alla Biblioteca reale di Torino e sia purtroppo non accessibile perchè ancora stipata negli scatoloni. I carteggi storici della villa, custoditi invece al suo interno, andarono distrutti dai nazisti che si insediarono nella dimora il loro comando nel periodo della seconda guerra mondiale.

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