LA VILLA IN COLLINA
Se la guerra è una cosa orribile, il patriottismo non sarebbe l’idea-madre che la tiene in vita?
(Guy de Maupassant)

C’era una volta, in un tempo lontano, un giovane patriota di nome Goffredo Mameli. Viveva in una terra divisa, dove tante voci sognavano un’Italia unita e libera. Goffredo, con il cuore ardente e la penna in mano, decise di scrivere un inno che parlasse a tutti, un canto di speranza e coraggio.
Il suo inno aveva sei strofe, piene di forza e di amore per la patria, e un ritornello che tutti potevano ricordare con facilità. Lo conosciamo tutti, lo abbiamo imparato sui banchi di scuola e sentito cantare alle commemorazioni, e anche prima delle partite di calcio, quando il cuore di milioni di italiani batteva forte, unito in un solo respiro.
All’inizio queste parole non furono accolte con entusiasmo, ma solo dopo molti anni divennero il canto dell’Italia Unita. Con la mano sul petto, giovani e anziani, quasi cento anni dopo la sua creazione, cantavano insieme queste strofe, percependo il legame profondo che li univa, quel sogno di libertà e unità che Mameli aveva scritto con tanto fervore. Il suo inno divenne un simbolo, una magia capace di trasformare le parole in un abbraccio collettivo.
E così, grazie a quel giovane patriota, l’Italia trovò la sua voce, un canto che ancora oggi risuona nei cuori di chi ama la propria terra. È la storia di un inno, di un sogno e di un’Italia che, unita sotto quella melodia, si sente più forte e viva.



Nell’ esplorazione di questa villa ci ha colpito sul mobile del salone una partitura dell’inno di Mameli
Il Canto degli Italiani, noto anche come Fratelli d’Italia o Inno di Mameli, è un canto risorgimentale scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro nel 1847. Composto da sei strofe e un ritornello, è l’inno nazionale della Repubblica Italiana, in tonalità di si bemolle maggiore.
Popolare durante il Risorgimento, non fu adottato come inno del Regno d’Italia, che scelse la Marcia reale per motivi politici monarchici. Dopo la Seconda guerra mondiale, con la nascita della Repubblica, fu scelto come inno nazionale provvisorio nel 1946 e mantenuto come inno de facto. Solo nel 2017, con la legge nº 181, è stato riconosciuto ufficialmente inno nazionale de iure.


















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