Le Acque della Salute

LE TERME DEL CORALLO DI LIVORNO

Senz’acqua non fiorisce la terra; né l’anima senza lagrime.

(Nicolò Tommaseo)

Puoi ascoltare la storia di questo luogo qui: https://www.loquis.com/it/loquis/2612926/Le+Terme+del+Corallo

LA STORIA DELLE TERME DEL CORALLO

Lo stabilimento termale Acque della Salute, noto anche come Terme del Corallo, fu costruito, a partire dal 1903, su progetto dell’ingegnere Angiolo Badaloni.

E’ stata il primo edificio in Toscana costruito in cemento armato utilizzando un nuovo sistema brevettato Hennebique e proprio grazie a questa innovazione costruttiva è rimasto in piedi fino ad oggi.

Per l’ingegnere Badaloni fu il primo lavoro commissionato da privati, fino ad allora aveva sempre lavorato per il Comune di Livorno, realizzando le scuole Benci, il mercato delle vettovaglie e contribuendo alla progettazione dell’Accademia Navale.

Proprio per questo per la realizzazione del progetto per il quale non aveva limitazioni di spesa, contatto i più grandi decoratori, pittori, ceramisti, carpentieri e maestranze del momento. Inoltre chiese aiuto ad esperti dell’Università degli studi di Pisa, per realizzare una scrupolosa costruzione dei pozzi a tripla cerchia di mura con due intercapedini, allo scopo di proteggere l’integrità delle sorgenti da possibili inquinamenti di filtrazione dal terreno. Perfino lo smaltimento delle acque nere fu controllato per evitare ogni possibilità di inquinare il suolo.

Le terme furono completate rapidamente e inaugurate nel luglio del 1904; nello stesso anno fu aperta una linea tranviaria che dallo stabilimento conduceva fino al centro cittadino. In breve le Acque della Salute divennero uno dei principali centri di attrazione della città e dei dintorni.

Livorno era infatti in quel periodo una città balneare piena di vita, di ritrovi mondani, di meravigliosi bagni sul mare e salotti culturali, circondata da eleganti ville cittadine. Basti pensare che alla fine del 1800 nella città erano presenti 28 uffici di consolato e delegazioni straniere. 

Gli fu dato addirittura l’appellativo di “Montecatini a mare” e fu innalzato vicino alle terme anche un lussuoso albergo, l’Hotel Corallo, dotato già all’epoca di ascensori elettrici.

Proprio Montecatini però per un periodo fu una grande concorrente, nel 1909 la società che deteneva le acque termali voleva cedere tutti i terreni e gli stabilimenti mantenendo solo la parte di imbottigliamento delle acque. Ma una donna testarda e coraggiosa decise di assumere la direzione dello stabilimento termale , da sola, pagandone l’affitto alla società, e si inventò feste, giochi, concorsi e una quota abbonamento per tutta la stagione ridotta a 5 lire, e quanto di più potesse inventarsi, per attrarre e richiamare frequentatori, riuscendo a dare nuova vita e impulso a ciò che aveva di più a cuore, ossia il progetto Terme.

Era Eugenia Semeria, nata in Piemonte in provincia di Alessandria e moglie di uno dei soci fondatori dello stabilimento, grazie al suo impegno, capacità e testardagine le Terme rimasero vive, anzi divennero un’importante centro di ritrovo non solo medico ma anche culturale e politico, riversando di conseguenza un notevole flusso economico sulla città.

Eugenia però purtroppo contrasse una brutta malattia nel 1919, che la costrinse a ritirarsi dalla direzione dello Stabilimento e che la portò alla morte nel 1921. Con questa grave perdita forse iniziò il declino di questo luogo.

L’attività proseguì tra alti e bassi fino alla seconda guerra mondiale. Nel 1940 la città, con il primo bombardamento cominciò a svuotarsi, le persone purtroppo si organizzavano per sfollare lontano dalle mire portuali ed industriali.

La vicinissima stazione ferroviaria venne colpita e distrutta mentre le Terme si salvarono come per miracolo.

Gli Americani si impossessarono del complesso termale e ne fecero un loro ritrovo.

Però grazie alle proprietà delle acque iniziarono i primi accordi con la Coca-Cola. A questo punto il destino delle terme fu segnato, poiché al termine della guerra gli interessi economici erano in primo piano e la necessità più urgente era ricostruire quelle attività che dessero reddito e così si riavviò la produzione dei prodotti Corallo (acqua e bibite) affiancandole alla produzione della nuova bevanda Coca-Cola.

L’attività termale non venne ripristinata, nessuno aveva più tempo ora per quel tipo di vita e c’erano altre priorità.

Il salone grande fu affittato e diventò un dancing.

Ma con gli anni le cose non migliorarono anzi nel 1968 un disastroso incendio danneggiò gravemente la parte monumentale del complesso, che, chiuse definitivamente tutti gli accessi. Dal 1982 poi , con i diversi cambiamenti della viabilità cittadina, le terme furono completamente nascoste da un’enorme cavalcavia costruito per la nuova linea ferroviaria.

Dal 2016 l’associazione Reset ha deciso di prendersi cura di questo luogo e cercare di riportarlo in vita e proprio grazie a loro ho potuto visitarlo. E’ stato emozionante risalire quelle scalinate e ammirare quei saloni, le vecchie fonti e le decorazioni in ceramica che abbellivano gli edifici… speriamo che grazie al lavoro di questi volontari tutto questo non vada perso.

L’associazione RESET nasce nel Novembre 2011 con lo scopo di promuovere cultura, ciclabilità e mobilità sostenibile, strategia rifiuti zero e turismo compatibile. Dal 2016 si occupa di queste luogo, lo ha ripulito, messo in sicurezza e organizza visite guidate ed eventi proprio dentro questi spazi.

Grazie ad un loro evento a Giugno 2021 ho potuto visitare insieme ad altre persone le Terme del Corallo di cui si stanno occupando cercando una nuova riqualificazione di queste terme.

Oggi sistemando questo articolo per pubblicarlo ho letto che grazie a loro partirà un restauro di questa struttura, grazie a tutti i suoi volontari per il traguardo ottenuto !!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.