Fermentazione bloccata

Grande è la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia, un buon libro, un buon amico.

Molière

Il vino è rimasto invenduto, le bottiglie sono rimaste sparse ovunque e alcune botti sono ancora piene. I viticoltori associati putroppo non sono stati pagati e scontenti hanno votato per la liquidazione dell’associazione nell’ultima assemblea, era il novembre 2011: dieci anni fa circa. Da allora tutto è rimasto “sospeso” in un limbo che profuma di mosto. E’ scomparsa un’epoca, quella cresciuta intorno agli anni 60 in cui si univano gli sforzi agricoli specialmente qui nell’astigiano, con l’aiuto delle amministrazioni e dei preti di questi paesini , creando una rete di cantine sociali utili per la commercializzazione e l’esportazione del vino. Molte di queste realtà infatti, che si basavano sulla condivisione e sull’aiuto reciproco, hanno chiuso negli anni per lasciare spazio a cantine a conduzione famigliare.

La struttura è molto particolare, vicino ai caseggiati in cui erano situati gli uffici spicca la costruzione principale circolare che contiene il simbolo della cantina ossia la torre vinaria. Questa struttura ospitava le celle di decantazione, dove veniva pompato il mosto, per poi essere fatto defluire a gravità una volta fermentato. La torre è caratterizzata da un vuoto che percorre l’intera altezza di 25 metri, fino all’ultimo piano della stessa, dove si ha una vista a 360 gradi sulle colline circostanti e sulle vigne del paese.

Ho visitato questo luogo due anni fa con una persona del luogo, si parlava di un recupero, di un bellissimo progetto di una galleria d’arte e centro culturale. Ho letto anche di un progetto in collaborazione con il politecnico e il campo volo poco distante con l’installazione di un simulatore di caduta libera. In realtà per ora niente di tutto questo è stato fatto, speriamo sia solo una questione di tempo per valorizzare questo pezzo di storia vinicola.

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