La villa dimenticata tra gli ulivi

E la vita è così forte

che attraversa i muri per farsi vedere.

La vita è così vera

che sembra impossibile doverla lasciare.

La vita è così grande

che quando sarai sul punto di morire,

pianterai un ulivo

convinto ancora di vederlo fiorire.

Roberto Vecchioni

Le origini di questa villa abbandonata sono legate ad una potente famiglia fiorentina,che accumulò grandi ricchezze grazie al commercio e all’attività bancaria, tanto da diventare una delle famiglie più ricche dell’ Europa medievale.

La proprietà era uno dei tanti possedimenti utilizzata dalla famiglia per i soggiorni estivi tra le colline toscane.

La testimonianza storica più antica di Villa Monna Giovannella è rappresentata dalla chiesetta che potete vedere fotografata un’altro articolo del mio blog

(link in fondo alla pagina)

Altre testimonianze sulla storia dell’antica dimora rimandano ad una visita pastorale da parte dell’Arcivescovo Morgia nel 1690 e ad una lapide tuttora presente nella villa datata 1720.

L’ultima proprietaria appartenente alla famiglia fiorentina fu una donna, con il suo nome viene ancora soprannominata attualmente la villa.

Successivamente la tenuta passò ad Ernesto Nathan che ne fu proprietario dal 1877 al 1914. Grande personaggio politico dell’Italia appena unificata, Nathan ebbe un importante ruolo anche all’Antella, istituendo scuole di ricamo che contribuirono a migliorare le condizioni di molte famiglie e l’economia della zona.

Dal 1931 la tenuta fu di proprietà del Regio Istituto Agrario e Forestale, diventato poi Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze. Durante la presenza della Facoltà di Agraria, Monna Giovannella fu sede di un grande centro scientifico di interesse nazionale.

Dal 1944 la villa e la tenuta furono di proprietà della Camera di Commercio di Firenze e dal 2007 è passata all’attuale proprietà, un’azienda agricola poco distante che però non si cura dello stato di abbandono della dimora.

Ecco la chiesetta della villa:

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